lunedì 14 agosto 2017

Death - Spiritual Healing


Death - Spiritual Healing
(Combat, 1990)

Solitamente nell'heavy metal l'evoluzione non viene compresa. Spesso viene considerata come un tradimento. L'abbandono della ribellione adolescenziale è un peccato mortale, ed il diventare adulti è considerato come un modo per essere identici alla società prima criticata. Spiritual Healing - uno degli album più importanti nell'evoluzione dei Death - è ovviamente il più sottovalutato. Non così grezzo come Leprosy, abbandona la tematica horror e la violenza viscerale in favore di una ricerca melodica più sottile, con crescente complessità nella struttura delle canzoni. Gli assoli oscuri di James Murphy arricchiscono canzoni funeree caratterizzate dai cambi di tempo e da una moltitudine di riff, come una versione death metal di ...And Justice for All. Il risultato non è ancora così fluente, originale e "progressivo" come sarà in seguito Human, e così Spiritual Healing non viene compreso neppure dai fan dei Death, incapaci di comprendere il valore storico di un grande album come questo: una pietra miliare nella crescita musicale dei Death, nonostante qualche piccola imperfezione.
[R.T.]
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Death - Spiritual Healing
(Combat, 1990)

In heavy metal, evolution is usually misunderstood. It is often considered as a betrayal. Abandoning teenage rebellion is a mortal sin, and becoming adult is considered as a way to be identical to the society once criticized. Spiritual Healing - one of the most important album in Death evolution - is obviously the most underrated. Not so rough as Leprosy, it abandons horror thematic and visceral violence for a more subtle melodic research, with increasing complexity in songs structure. James Murphy murky solos enrich funereal songs characterized by tempo changes and a lot of riffs, as a death metal version of …And Justice for All. The result is not yet so fluent, original and “progressive” as Human will then be, and so Spiritual Healing is not understood even by Death fans who don’t realize the historical value of a great album such this: a milestone in Death musical growth, despite some minor imperfections.
[R.T.]

venerdì 11 agosto 2017

Moon Duo – Occult Architecture Vol. 2


Moon Duo – Occult Architecture Vol. 2
(Sacred Bones Records, 2017)

La seconda parte del viaggio lungo il quale ci accompagnano i Moon Duo è un volo leggero nella calda luce primaverile. Dall’oscurità invernale che ha annebbiato i contorni in gradazioni di ombre nel Vol. 1 di Occult Architecture, ai raggi di Sole che annebbiano i contorni attraverso tenui riflessi in questo Vol. 2. Il percorso si snoda in un labirinto di specchi in cui la luce giunge da infinite angolazioni, stordendo e regalando una delicata sensazione di pace dei sensi. Si fluttua in un liquido amniotico di suoni sintetici e fraseggi di chitarra che lascia sospesi a mezz'aria. Insensibili alla forza di gravità, levitiamo. Svuotati dai pensieri negativi, ci lasciamo cullare da ritmi ipnotici e da melodie appena sussurrate. Lo Yang dell'esperienza Occult Architecture è pura neo-psichedelia sognante, dallo spirito esplicitamente hippie. Serenità evanescente. Forse a tratti fin troppo evanescente, soprattutto se confrontata con la concretezza di alcuni brani del primo volume. Il viaggio si conclude con la lunga e ossessiva Crystal World, sorta di autostrada di kraftwerkiana memoria, infinita cavalcata che - anziché svilupparsi sull’asfalto di Autobahn - si libra in aria come una navicella fantascientifica. Krautrock che diventa krautpop.
[R.T.]

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Moon Duo – Occult Architecture Vol. 2
(Sacred Bones Records, 2017)

The second part of our trip together with Moon Duo is a light flight in the hot spring light. From the darkness of winter that has clouded the contours in shades of shadows in Vol. 1 of Occult Architecture, to the rays of the Sun that dim the contours through tenuous reflections in this Vol. 2. The path winds through a labyrinth of mirrors where light comes from infinite angles, stunning and giving a delicate sensation of peace of mind. We float in an amniotic fluid of synthetic sounds and guitar phrasings that leaves us suspended in the middle of the air. Insensitive to the force of gravity, we levitate. Emptied from negative thoughts, we let ourselves be lulled by hypnotic rhythms and barely whispered melodies. The Yang of Occult Architecture is pure dreamy neo-psychedelia, with an explicitly hippie spirit. Evanescent serenity. Perhaps at times even too evanescent, especially if compared to the concreteness of some tracks of the first volume. The journey ends with the long and obscure Crystal World, a sort of kraftwerkish highway, infinite ride that - instead of developing on the asphalt of Autobahn - soars in the air as a sci-fi starship. Krautrock becoming krautpop.
[R.T.]

mercoledì 9 agosto 2017

Moon Duo – Occult Architecture Vol. 1


Moon Duo – Occult Architecture Vol. 1
(Sacred Bones Records, 2017)

Esperti viaggiatori (mentali), i Moon Duo. Stavolta ci accompagnano in un trip che inizia dopo il tramonto per concludersi quando il Sole sarà ben alto sopra le nostre teste. Dal buio profondo della notte, illuminato solo dai neon della metropoli, alla luce accecante del giorno. Il percorso di maturazione e trasformazione compiuto dalla band è un viaggio di pop psichedelico alchemico diviso in due volumi: Occult Architecture Vol. 1 e 2. Un viaggio che inizia dalle nebbie darkwave e si conclude nel cielo azzurro della neo-psichedelia. Lo Yin è il primo volume, registrato nella più dark delle città (Berlino) e pubblicato nel più freddo dei mesi (Febbraio). La droga (sintetica) generata dal gruppo è una musica caratterizzata da distorsioni fuzzose (disciolte in flanger liquidi) e da un labirinto di ritmi ossessivi che si inseguono, ipnotici, senza fine. In questa atmosfera claustrofobica tipicamente berlinese ci sono degli splendidi raggi di luce lunare: le melodie. Sono loro a rendere canzoni come Cold Fear e Will of the Devil delle autentiche perle di pop lisergico. Dream pop che diventa nightmare pop.
[R.T.]

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Moon Duo – Occult Architecture Vol. 1
(Sacred Bones Records, 2017)

Moon Duo: expert (mental) travellers. This time they take us on a trip that begins after the sunset to end when the Sun will be high above our heads. From the deep dark of the night, illuminated only by the neons of the metropolis, to the blinding light of the day. The path of growth and transformation carried out by the band is a journey of alchemic psychedelic pop divided into two volumes: Occult Architecture Vol. 1 and 2. A journey that begins with the darkwave fog and ends in the neo-psychedelic blue sky. Yin is the first volume, recorded in the darkest of the cities (Berlin) and published in the coldest of the months (February). The (synthetic) drug generated by the band is a music characterized by fuzzy distortions (dissolved in liquid flanger) and a labyrinth of obsessive, hypnotic, rhythms chasing one another endlessly. In this typically Berlin claustrophobic atmosphere, there are beautiful rays of lunar light: their melodies. They makes songs as Cold Fear and Will of the Devil authentic pearls of lysergic pop. Dream pop that becomes nightmare pop.
[R.T.]

lunedì 7 agosto 2017

Obituary - Cause of Death


Obituary - Cause of Death
(Roadrunner Records, 1990)

Il gorgoglio inumano di John Tardy è l’essenza del death metal primordiale. Grezzo, bestiale, scioccante e divertente come un film splatter degli anni 80. Cristallina, fluida, melodica, tecnicamente ineccepibile e capace di disegnare atmosfere lugubri con fantasia, la chitarra solista di James Murphy è invece l’anima dell'evoluzione del genere nell’immediato futuro. Con l’innesto di Murphy (appena uscito dai Death) gli Obituary arricchiscono la mostruosa pesantezza delle loro canzoni con una profondità atmosferica ed una capacità evocativa che renderà Cause of Death (loro secondo album) un capitolo fondamentale nel libro di storia del metal.  Aiutata dal lavoro di Scott Burns in studio, la band di Tampa, gonfia le proprie distorsioni fino ad inghiottire ogni spazio, dimostrando quanto la musica estrema possa ancora esser definita tale pur rallentando il metronomo. Non che manchino gli uragani a tutta velocità, ma spesso i riff - asfissianti e oppressivi - si schiantano lentissimi a terra, impattando in una doppia cassa tonante. Le chitarre, appiccicose, sono come sabbie mobili (di melma), e i rantoli di Tardy sembrano provenire dalle profondità di una grotta umida e buia. La cover di Cyrcle of the Tyrants dei Celtic Frost è la ciliegina sulla torta. Una torta vomitata da un gruppo di ventenni che aveva fatto indigestione di film gore. Meravigliosamente orripilante.
[R.T.]
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Obituary - Cause of Death
(Roadrunner Records, 1990)

John Tardy's inhuman gurgling is the essence of primordial death metal. Crude, bestial, shocking and funny as a 80s splatter film. Crystalline, fluent, melodic, technically exemplary and capable of drawing misty atmospheres, James Murphy's solo guitar is the soul of the evolution of the genre in the immediate future. With Murphy's insertion (he had just left Death), Obituary enriches the monstrous heaviness of their songs with an atmospheric depth and evocative ability that will make Cause of Death (their second album) a key chapter in the book of the history of metal. Helped by the work of Scott Burns in the studio, the Tampa band swells up its distortion until it swallows up every space, proving how extreme music can still be defined as such while slowing down the metronome. There is no shortage of hurricanes at full speed, but often riffs - asphyxiating and oppressive - crash down on the ground, impacting on a thundering double bass drum. Sticky guitars are like moving sands (of mud), and Tardy rattles seem to come from the depths of a damp dark cave. The cover of Celtic Frost Circle of the Tyrants is the icing on the cake. A cake barfed by a bunch of guys who had indigestion of gore movies. Wonderfully spine-chilling.
[R.T.]

mercoledì 2 agosto 2017

Elav Stoner Open Air Fest - 08.07.2017 - Birrificio Elav (Comun Nuovo, BG)


Elav Stoner Open Air Fest - 08.07.2017 - Birrificio Elav (Comun Nuovo, BG)
[Karma to Burn + My Sleeping Karma + Toner Low + Monte Nero + Ride Paranoia]

Estate torrida e afosa. Una piana sconfinata che sa di letame e smog. Ci vuole birra fresca e stoner rock. Questi due ingredienti li trovo al Birrificio Elav, nei dintorni di Bergamo, dove (ad ingresso gratuito) è stato organizzato un festival di 2 giorni dedicato ai suoni sabbiosi e valvolari. Ci sono per la seconda giornata, che inizia intorno alle 18:00, con il Sole ancora alto.

I primi ad abbronzarsi sul palco sono i Ride Paranoia. Il loro rock alternativo è un ottimo aperitivo per iniziare la serata. Freschi come una Pils appena spillata, mischiano decisi riff stoner rock e melodie orecchiabili (figlie dei Queens of the Stone Age) con un interessante retrogusto elettronico, grazie all’uso dei synth. Veramente gustosi!

I Monte Nero possiedono invece il gusto tostato e amaro di una birra stout ad alta gradazione alcolica. Siamo dalle parti del southern stoner dei Corrosion of Conformity, reso acido da armonizzazioni vocali alla Alice in Chains (molto bella in particolare la voce del bassista) e da alcuni arrangiamenti di chitarra spigolosi e rumorosi, a metà strada tra Fatso Jetson e le band di Steve Albini. Per il mio palato, ai loro riff manca un po’ di incisività e nelle loro canzoni abbondano un po’ troppo le parti cantante a discapito di quelle strumentali, però nel complesso sono un’ottima bevuta!

Panino, ennesima ottima birra artigianale del birrificio che ci ospita, e sono di nuovo sotto il palco per i Toner Low. Ritrovo la band olandese dopo più di 10 anni. Ai tempi fu un concerto al Cox 18 a Milano, e mi spazzarono letteralmente via con i loro pesantissimi riff ultra dilatati. Dai tempi del loro primo (splendido) full lenght è passato tanto tempo, e il trio, oltre ad aver cambiato bassista (ora in formazione c’è l’ex 7Zuma7 Miranda Vandervoot), ha abbassato ancor di più le accordature e abolito completamente le alte frequenze. La loro musica è un magma di distorsione ai limite dell’infrasuono, che stordisce completamente (anche se purtroppo non ha effetto sulle zanzare, che mi sbranano per tutta la serata!). Alla fine del loro concerto sono completamente rintronato come se di birre ne avessi bevute decine! E, per quanto l’esperienza sia stata certamente coinvolgente, sento un po’ la mancanza dell’attacco che possedevano i loro riff, quando ancora erano caratterizzati da un range di frequenze udibili per l’orecchio umano.

Accolti da un grande entusiasmo del pubblico, accompagnati da una brezza leggera e da nuvoloni neri che possiedono le potenzialità per la classica bufera estiva per umidità accumulata in eccesso, salgono sul palco i My Sleeping Karma. Il loro space rock progressivo è pulsante e dinamico, trascinato da una sezione ritmica precisissima e ricca di groove. Melodie orientaleggianti, arpeggi post rock e suoni liquidi. Tutto scorre, continuamente. Basta un attimo e le nuvole sono sparite, trasportate via dalla musica fluida e inarrestabile della band. Non c’è quell’imprevedibilità che ci si potrebbe aspettare da un genere libero da vincoli come questo. Non c’è improvvisazione, né minuscoli granelli di polvere a sporcare le canzoni. Tutto è scintillante come l’acqua e solidamente costruito, per quanto gli edifici eretti dalla band tedesca siano surreali come quelli di un quadro di Escher, con scale che si inseguono in ogni direzione e specchi che riflettono ogni struttura. Veri e propri architetti della composizione musicale capaci di dar vita una musica affascinante.

Dopo essersi depurati con la musica acquatica dei My Sleeping Karma, si torna agli eccessi alcolici con i Karma to Burn. Karma opposti. Fin dal primo riff - carico, sporco e potentissimo - capisco che il gruppo è più compatto e dinamico del concerto al quale ho assistito esattamente un anno fa. Tiro micidiale, suono valvolare, energia che scorre in mezzo al pubblico, fino ad innescare il pogo. Ben presto però una corda di chitarra si rompe. Will Mechum sostituisce lo strumento, ma la sostituta perde in parte la forza grassa e rombante della Les Paul. Ma l’energia non manca mai. Stoner rock puro e semplice. Quello vero e genuino. Costruito su riff che non ti capaciti come possano avere tanta botta. Quando si rompe una corda anche della seconda chitarra, Mechum è costretto a cambiare quella della sua Les Paul, che torna finalmente ad imbracciare. Così il concerto si chiude come era iniziato, con quel suono potentissimo, che puzza di tequila e sigarette, che è difficile farsi entrare nel cervello riuscendo a rimanere fermi. La birra finale è dedicata ai Karma to Burn, una band alla quale dovrebbe essere concessa la cittadinanza italiana ad honorem, visti i frequentissimi passaggi dal nostro paese, in tempi recenti. E ovviamente è dedicata anche a chi ha organizzato un festival splendido come questo! Alla salute!
[R.T.]


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Elav Stoner Open Air Fest - 07.08.2017 - Birrificio Elav (Comun Nuovo, BG)
[Karma to Burn + My Sleeping Karma + Toner Low + Monte Nero + Ride Paranoia]

Torrid and sultry summer. A boundless plain that smells of manure and smog. It takes fresh beer and stoner rock. These two ingredients can be found at Birrificio Elav, in the neighbourhood of Bergamo, where a (free admission) 2 days festival dedicated to sandy and valvular sounds has been organized. I'm here for the second day, starting around 6 pm, with the Sun still high in the sky.

The first ones to get tanned on stage are Ride Paranoia. Their alternative rock is a great aperitif to start the evening. Fresh like a Pils from the tap, they mix direct stoner rock riffs and catchy tunes (sons of Queens of the Stone Age) with an interesting electronic aftertaste, thanks to the use of synths. Really tasty!

Monte Nero, instead, have the toasted and bitter taste of a high-alcoholic stout. We are next to the southern stoner of Corrosion of Conformity, made acid by vocal harmonization reminiscent of Alice in Chains (particularly beautiful the voice of the bassist) and by some edgy noisy guitar arrangements, halfway between Fatso Jetson and Steve Albini bands. For my palate, their riffs lack a bit of incisiveness and their songs abound a bit too much in sung parts at the expense of the instrumental ones, but overall they are a great drink!

Sandwich, another great craft beer of the brewery hosting us, and I am back under the stage for Toner Low. I finally attend to a gig of the Dutch band after more than 10 years. At that time it was a concert at Cox 18 in Milan, and they literally wiped me away with their extremely ultra-dilated riffs. Since the time of their first (amazing) full length has passed so long, and the trio, in addition to having changed bassist (now in formation is the former 7Zuma7 Miranda Vandervoot), has lowered even more their tuning and completely abolished high frequencies. Their music is a magma of distortion at the limit of the infrasound, completely stunning the audience (though unfortunately it does not affect mosquitoes, chewing me up for the whole evening!). At the end of their concert I feel dazed as if had drunk dozens of beers! And although the experience was certainly engaging, I miss a bit the attack they used to have when they were still characterized by a range of frequencies audible to the human ear.

Greeted by a great audience enthusiasm, accompanied by a light breeze and black clouds with the potential for the classic summer storm for excess moisture, My Sleeping Karma get on stage. Their progressive space rock is pulsating and dynamic, dragged by a rhythmic section that is precise and rich in groove. Oriental melodies, post rock arpeggios and liquid sounds. Everything flows, continuously. Just a moment and the clouds are gone, carried away by the fluid and unstoppable music of the band. There is not that unpredictability that one could expect from a musical genre free of constraints like this. No improvisation, no tiny granules of dust to dirty the songs. Everything is as sparkling as water and solidly built, even though the buildings of the German band are as surreal as those of an Escher painting, with stairways chasing each other in every direction and mirrors reflecting each structure. Real architects of musical composition capable of creating a fascinating music.

After having been purified by My Sleeping Karma aquatic music, the return to alcohol excesses with Karma to Burn. Opposed karma. Since the first riff - groovy, dirty and powerful - I understand that the band is more compact and dynamic than the concert I attended to exactly a year ago. Killing riffs, valve sound, energy flowing through the audience, and finally mosh. Soon, however, a guitar string breaks. Will Mechum replaces the instrument, but the substitute loses part of the grim and rumbling strength of the Les Paul. But energy never fails. Pure stoner rock. The true and genuine one. Built on incredibly powerful riffs. When also a rope of the second guitar breaks, Mechum is forced to change the string of his Les Paul and he finally plays that again. So the concert ends as it began, with that powerful sound, smelling of tequila and cigarettes, difficult to get into the brain staying still. The final beer is dedicated to Karma to Burn, a band to which Italian citizenship should be honored, given the many concerts in our country, in recent times. And of course it is also dedicated to those who have organized an amazing festival like this! Cheers!
[R.T.]





lunedì 31 luglio 2017

Entombed - Left Hand Path


Entombed - Left Hand Path
(Earache, 1990)

Rabbia adolescenziale, il desiderio di scioccare e una gran voglia di divertirsi. Con questi presupposti, nella seconda metà degli anni '80, a Stoccolma, nacque una piccola ma creativa scena. Band di teenagers come i Nihilist ed i Carnage iniziarono a suonare musica pesante con attitudine hardcore. La loro musica rimase underground, ma gettò le fondamenta di un suono innovativo. Gli Entombed (nati dalle ceneri dei Nihilist) pubblicarono il loro album d'esordio nel 1990, portando a maturazione le idee dell'intera scena. Left Hand Path è un macigno fangoso dominato da uno strano suono di chitarra saturo di frequenze medie, un album di death metal sporco e grasso, soffocante e oppressivo come una storia di Lovecraft, spaventoso e divertente come un b-movie horror. Melodie cupe (perfettamente rappresentate dallo splendido artwork), visioni splatter e violenza adolescenziale.
[R.T.]
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Entombed - Left Hand Path
(Earache, 1990)

Teenage rage, the wish to shock and a great will of having fun. With these assumptions, in the second half of the 80’s, in Stockholm, a small but creative scene was born. Teenage band like Nihilist and Carnage started to play heavy music with hardcore attitude. Their music remained underground, but it layed the foundations of an innovative sound. Entombed (arisen from Nihilist ashes) published their debut in 1990, maturing the ideas of the entire scene. Left Hand Path is a sludgy boulder dominated by a strange guitar sound full of medium frequencies, a dirty and fat death metal album, suffocating and oppressive as a Lovecraft story, frightening and funny as an horror b-movie. Grim melodies (perfectly represented by the wonderful artwork), splatter visions and teenage violence.
[R.T.]

sabato 29 luglio 2017

Ruby The Hatchet - Valley of the Snake


Ruby The Hatchet - Valley of the Snake
(Tee Pee Records, 2015)

Un pick up scassato, un gruppo di amici strafatti, rock n' roll, birra e fumo a volontà, e una casetta nascosta nel bosco dove trascorrere il fine settimana, ignari del Male che vi si annida. Esilarante omaggio dei Ruby The Hatchet a La Casa di Sam Raimi, Il video di Vast Acid è la perfetta rappresentazione della loro personale visione dell'occult rock al femminile che imperversa da qualche anno a questa parte negli stereo degli appassionati di musica heavy psych. Il gruppo americano si approccia alle atmosfere oscure del passato con la sensibilità di un nerd divoratore di b-movie e vinili, più attento a non far spegnere la canna davanti al suo horror preferito, piuttosto che a impersonare con convinzione il ruolo di stregone in contatto con il regno dei morti. Il loro Valley of the Snake è un album che entra nei sotterranei cari ai primi Black Sabbath e ai loro discepoli. Ma nello scendere le scale verso l'oscurità mostra un groove rotondo che sfiora l'energia del doom più prossimamente imparentato con lo stoner. I riff e i fraseggi di chitarra hanno quel retrogusto allucinogeno e sfasato caro agli Uncle Acid and the Deadbeats, e creano l'atmosfera misteriosa e vagamente inquietante tipica del genere. Semplice, scorrevole, melodicamente coinvolgente (ottima la prova vocale di Jillian Taylor), e con un ottimo tiro. Insomma, come guardarsi un bel film horror, tutti fumati, con gli amici. Attenzione al gioco al quale giochiamo però: potremmo inaspettatamente liberare le forze del Male e rimanerne travolti!
[R.T.]

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Ruby The Hatchet - Valley of the Snake
(Tee Pee Records, 2015)

A wrecked jeep, a bunch of ultra-doped friends, rock 'n' roll, plenty of beer and weed, and a cottage hidden in the woods to spend the weekend in, unaware of the Evil who nests there. Ruby The Hatchet hilarious tribute to Sam Raimi's Evil Dead, the videoclip of Vast Acid is the perfect representation of their own personal view of that "female" occult rock so cool for many heavy psych fans in these last years. The American band approaches the dark atmospheres of the past with the sensitivity of a vinyls-and-b-movies-devourer nerd, more careful not to die out his joint in front of his favorite horror, rather than to impersonate the role of the magician in touch with the kingdom of the dead. Their Valley of the Snake is an album that enters the underground basements dear to the early Black Sabbath and their disciples. But going down the stairs towards the darkness it shows a groove that touches the energy of that doom close to stoner. Guitar riffs and phrasings have that hallucinogenic aftertaste so dear to Uncle Acid and the Deadbeats, and they create the mysterious and vaguely disturbing atmosphere typical of the genre. Easy-listening, melodically engaging (excellent Jillian Taylor on the microphone), and with a great groove. In short, how to watch a beautiful horror movie, doped, together with friends. Beware of the game we play, anyway: we could unexpectedly release the forces of Evil and get crushed by them!
[R.T.]